(Torino 1877 – 1948)

Enrico Contessa nacque a Torino il 27 novembre 1877. Nella sua città natale fu allievo di Delfino Thermignon per l’armonia, ma soprattutto di Giovanni Cravero per il contrappunto e di Federigo Bufaletti per il pianoforte: Cravero fu un’autorità per un’intera generazione di giovani musicisti attivi a Torino, mentre Bufaletti con l’insegnamento e il concertismo fu uno dei primi apostoli della musica di Debussy in Italia. Fu tuttavia il Conservatorio di Bologna la sede presso cui Contessa conseguì il diploma nel 1897: gli scritti che ripercorrono la sua vita concordano nel riferire che Giuseppe Martucci – che era allora il direttore di quel Conservatorio – dispensò a Contessa preziosi consigli.
Contessa si fece notare come pianista fin dal 1905; tra il 1909 e il 1912 si esibì anche come direttore d’orchestra nei concerti al Liceo Musicale. La sua carriera si indirizzò negli anni successivi però più nettamente verso il concertismo pianistico in Italia e all’estero e fu molto intensa fino alla Prima guerra mondiale. Spesso impaginava i suoi recital iniziando dalle sonate di Scarlatti, per proseguire con i capolavori di Chopin e terminare con le pagine – allora contemporanee – di Debussy: in alcune occasioni presentò anche proprie composizioni (come Dalla piccola fonte e Da un’estate in Val Sesia).
Negli stessi anni fu autore di articoli, soprattutto per “La Riforma Musicale” e “La Donna”, riviste torinesi di attualità e di un certo progressismo artistico.
Sia prima sia durante la guerra, ma soprattutto dopo la fine del conflitto Contessa diede numerosi concerti accompagnando violinisti anche molto famosi come Aldo Ruggenini, Ercole Giaccone, Eugenio Ballarini, Arrigo Serato, Enrico Polo: cavallo di battaglia suo e di Polo fu il ciclo completo delle dieci sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Nel biennio 1919-1920 fu nuovamente direttore d’orchestra in concerti in Torino e solista ai concerti F.I.P. in città, oltre ad essere tra i fondatori dell’A.M.I.C.A. nel 1920 (Associazione Musicisti Italiani per Concerti e Audizioni).
In questo decennio diminuì un poco la sua attività come concertista ma continuò copiosa quella di compositore, senza che tuttavia vi sia testimonianza di particolari esecuzioni pubbliche delle sue opere: alcune pagine furono pubblicate mentre la gran parte rimase manoscritta, conservata presso la Biblioteca del Conservatorio di Musica di Torino e in una cospicua raccolta presso una collezione privata (un gruppo ben più ridotto di musiche e fotografie presso l’archivio storico del Teatro Regio di Torino).
Il suo catalogo conta opere di teatro musicale (da La commedia del cuore in due atti del 1913 e Conchita rappresentata a Tourcoing nel 1916, passando per All’ombra dell’Ombù andata in scena al Teatro Balbo di Torino nel 1926 e Sirenetta fantasia mimata del 1929, fino a La strana bambola dagli occhi verdi del 1943), pagine sinfoniche (Il crepuscolo sul campo di battaglia, le Quattro immagini di Brusasco del 1937, etc.), molta musica cameristica e ancor di più musica per voce e pianoforte.
Dal 1936 al 1940 fu docente di pianoforte complementare al Conservatorio di Torino; fu poi docente di pianoforte principale dal 1940 fino all’anno della sua morte, avvenuta improvvisamente il 28 aprile 1948 per attacco cardiaco.
Stefano Baldi