Spartito (III, 15 pp.)
Non c’è assolutamente nulla di scontato e di automatico in questi Sei Capricci Per il Violino di Gorini. Ogni Capriccio mette in risalto un tipo particolare di tecnica violinistica; non è una raccolta di studi progressiva e quindi per procedere non serve lo studio di quello precedente. L’autore ha voluto affrontare in ogni capriccio difficoltà tecniche sempre diverse e si abbandona il profilo virtuosistico omogeneo comune a tutti i capricci, impegnando l’esecutore con differenti difficoltà tecniche.
La mia prima impressione è stata quella che fossero stati scritti da autori diversi tale è la assoluta discontinuità musicale che pervade queste sei composizioni.
Temi sulla quarta corda, doppie corde, strutture accordali: si tratta di un ottimo esempio della tecnica violinistica italiana dell’inizio Ottocento, epoca nella quale Paganini era il dominatore assoluto, ma non l’unico virtuoso.
Un inedito indubbiamente da scoprire e una valida alternativa al di fuori del solito repertorio.
Franco Mezzena








Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.