Spartito (VII, 28 pp.)
Luigi Hugues è noto soprattutto per la sua produzione didattica e, a distanza di oltre un secolo dalla morte, nei Licei musicali e nei Conservatori si continuano a studiare La scuola del flauto op. 51 e gli Esercizi per flauto solo op. 101.
Pochi sanno che alla fine del suo percorso creativo, lo stesso Hugues aveva scritto una Nuova Raccolta di Studi per Flauto op. 143 dedicati “Ai Conservatorii ed Istituti Musicali d’Italia”, pensati per il nuovo strumento. La raccolta doveva prevedere tre fascicoli per un totale di 30 studi ma la pubblicazione fu sospesa dopo l’uscita del primo.
Nel 2021 è stato trovato l’archivio musicale di Hugues nel quale vi sono una serie di 41 studi, dei quali 37 inediti e 4 inseriti nell’op. 143 (nn. 2, 4, 5 e 9). Si tratta di belle copie con quasi tutte le legature indicate ma senza dinamiche e indicazioni agogiche e quindi di stesure preliminari in vista di una pubblicazione. Visto che 4 di questi studi furono completati di tutte le indicazioni e inseriti nell’op. 143 che fu pubblicata fra il 1904 e il 1905, possiamo ritenere che siano stati scritti in quel periodo. Come detto, Hugues voleva fare una nuova raccolta di studi pensati per il flauto Boehm e quindi aveva cominciato ad abbozzarne un certo numero. Purtroppo i due fascicoli sono chiaramente incompleti e con numerazioni inconsistenti. Il primo ha una prima pagina vuota con l’indicazione manoscritta “Studi di Luigi Hugues” scritta probabilmente da Luigi Tarditi, dilettante di flauto e tipografo casalese (che venne in contatto con Hugues in quanto fu stampatore delle sue ultime opere di geografia).
Visto il loro particolare interesse Bruno Raiteri ha voluto pubblicare questi studi inclusi i 4 già editi nell’op. 143 che qui sono scritti nella forma preliminare e quindi permettono di vedere come Hugues completasse poi il lavoro per la stampa. Trattandosi di lavori elaborati ad uno stadio intermedio ha voluto affidare il completamento delle indicazioni di ogni studio ad un flautista italiano di particolare importanza in modo da avere alla fine un campionario completo delle varie prospettive esecutive possibili. Ovviamente ognuno è libero di rifare in modo personale il lavoro e può quindi pensare ad una propria versione degli studi che sono stati suddivisi in tre volumi. Nel primo troviamo i 9 studi del primo fascicolo, con i commenti di Salvatore Lombardi, Paola Bonora, Francesca Odling, Luigi Lupo, Giovanni Battista Columbro, Riccardo Ghiani, Marco Felicioni, Claudio Paradiso, Fiorella Andreani. La didattica flautistica italiana dell’Ottocento si arricchisce di un nuovo importante contributo.
Ugo Piovano






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