Anno di composizione: 2022
Per flauto, sax soprano, tromba, contrabbasso e pianoforte
La formazione strumentale a cui è destinata il quintetto “Games” è piuttosto insolita. Idealmente può fare riferimento a quella dei “jazz combo”, gruppi strumentali di dimensioni contenute, all’interno dei quali i musicisti jazz si esibivano nei locali notturni e, una volta guadagnato il rispetto sociale e accademico, nelle sale da concerto durante la seconda metà del XX secolo.
Il quintetto è suddiviso in tre movimenti.
Il primo è in tempo ternario. Una parte introduttiva in fa maggiore lascia il posto ad un ostinato, ripetitivo e ipnotico, che origina il racconto musicale, portato avanti dal dialogo degli strumenti. In maniera simmetrica, alla fine del brano viene riesposta la parte iniziale, anche se appare trasformata come conseguenza del percorso intrapreso.
Il secondo, in 4/4, non presenta armatura di chiave, è in tempo lento, piuttosto intimo e oscuro nelle sonorità, armonicamente ai confini della tonalità, in cui il sax soprano dialoga e interagisce con gli altri strumenti.
Il terzo tempo, in tonalità di la minore, anch’esso in 4/4, è costruito su ritmici sincopati di tradizioni culturali diverse, caratterizzato da un unico tema sviluppato nei soli del flauto e del sax sostenuti dalla tromba “in sordina”.
Il resto è un viaggio nella memoria, nelle immagini, nelle esperienze vissute. Nel sogno, nelle emozioni e nelle sensazioni veicolate dai suoni degli strumenti musicali. Nelle molteplici dimensioni dell’esistenza che convivono talvolta in maniera inconsapevole e che vengono accettate solo in parte. Racconti che nascono dalle situazioni armoniche e melodiche che si vengono a creare in combinazione con ritmi e colori.
Una ricerca di sobrietà discorsiva e della semplicità come punto d’arrivo, rinunciando a ciò che non è essenziale.
Una speranza di condivisione, una ricerca di qualcosa di vero, per trovare, forse nascosta, una qualche forma di bellezza.
Flavio Cappello






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